Il plusmaterno nel manga Tracce di sangue

La figura materna ha sempre rivestito un ruolo cruciale nello sviluppo psicologico di un individuo, come sottolineato dai pionieri della psicoanalisi come Freud, Bion, Klein e Winnicott. Tuttavia, oggi si può assistere a una deriva, che la psicoanalista Laura Pigozzi ha definito plusmaterno, caratterizzata da un eccesso di cure familiari che possono risultare dannose e nocive per il benessere psichico di un soggetto.

Di seguito propongo la lettura di due libri e un manga. I primi due, Mio figlio mi adora e Troppa famiglia fa male, riguardano direttamente il concetto di plusmaterno, proposto da Pigozzi, come si manifesta nella contemporaneità e quali possono essere gli esiti. Il manga seinen, cioè per adulti, di Shuzo Oshimi, del 2017 ed ancora in fase di pubblicazione, si intitola Tracce di sangue e racconta la catastrofe edipica di un adolescente delle scuole medie che si ritrova ingabbiato psicologicamente nelle attenzioni di sua madre.

Che cos’è il plusmaterno?

ll concetto di plusmaterno si riferisce a una dinamica familiare in cui si verifica un’eccessiva fusione tra la figura che riveste la funzione materna, quindi non esclusivamente la mamma biologica, e il/la figlio/a, superando così i limiti imposti dal tabù dell’incesto.

Questo oltrepassamento non consiste solo nell’atto sessuale puramente incestuoso ma si insidia anche nei comportamenti più discreti, apparentemente innocui, socialmente tollerabili e talvolta sostenuti, come il co-sleeping, gesti affetuosi come baci sulla bocca e confidenze intime che possono superare i confini del rapporto genitore-figli.

In sostanza, il plusmaterno implica una sorta di dolce soffocamento del figlio o figlia da parte della figura materna, attraverso un’eccesso di attenzione e controllo giustificato da un velo di bene. Questa situazione può generare confusione e disagio nel figlio/a, bambino, adolescente o giovane adulto che sia, ritrovandosi intrappolato in una relazione simbiotica nella quale non può riuscire a sviluppare la propria individualità.

Nel manga Tracce di Sangue di Shuzo Oshimi viene rappresentata su carta una situazione estrema in cui viene narrata la storia di Seiichi, un adolescente alle prese con l’oppressione materna.

Il protagonista è costretto a fronteggiare un’ossessiva attenzione da parte della madre, Seiko, che oscilla tra l’affettuosità e l’incestuoso, ricercando una relazione esclusiva, in cui taglia fuori la possibilità che il figlio possa incontrare altro al di là di lei. Questo viene evidenziato attraverso le tavole e un accurato tratto inquietante che trasmette il deragliamento interiore che il protagonista subisce a causa dell’alienazione materna.

Non è raro vedere adolescenti-bambini – ma anche giovani adulti non meno bambini – che, invece di avere relazioni significative coi coetanei, raccontano ancora tutto alla mamma.
Gli elementi erotici idealizzanti inclusi in questi rapporti sono evidenti e il figlio spesso occupa, senza saperlo con chiarezza, un incerto e poroso confine tra figlio e amante

Laura Pigozzi – Mio figlio mi adora, p.54

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Conseguenze del plusmaterno e mancata separazione

Il plusmaterno spesso si manifesta attraverso la mancanza di confini tra genitori e figli, ostacolando il processo di separazione simbolica fondamentale per lo sviluppo del soggetto.

In psicoanalisi la mancanza di confini simbolici, cioè di una distanza non solo fisica, può produrre angoscia e poi tradursi in svariate sintomi come ansia, panico, disturbi alimentari e somatizzazioni.

Per plusmaterno s’intende la forma sotto la quale una relazione simbiotica, fusionale, si sostituisce alla funzione simbolica della cura: la coccola infinita e il controllo feroce – le cose vanno insieme – al posto della promozione dell’indipendenza dei figli

Laura Pigozzi – Troppa famiglia fa male, p.24

In Tracce di Sangue, l’autore riesce a trasporre nel modo più chiaro e brutale possibile il concetto di alienazione e mancata separazione e le conseguenze sullo sviluppo psichico di un adolescente.

Il protagonista, Seiichi, si ritrova a vivere costretto in una bolla, incapace di distinguere quali atteggiamenti siano sani e quali no e ad affrontare un conflitto interiore tra i propri ricordi e la forza delle parole della madre, portandolo a una distorsione della propria realtà, che gli impedisce di distanziarsene.

Il bambino che si trova confrontato con la madre problematica, incestuale, a cui è costretto ad affidarsi pur sentendo che qualcosa è fuori controllo o funziona in maniera distorta, è un bambino angosciato. Non ha le parole per significare ciò che sta vivendo

Laura Pigozzi – Troppa famiglia fa male, p.99

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Conclusioni

In conclusione, il fenomeno del plusmaterno, che potete trovare ben approfondito nei testi di Laura Pigozzi, rappresenta un importante spunto di riflessione sulla complessità dei rapporti familiari contemporanei e sulle loro implicazioni per lo sviluppo individuale.

Infine nonostante lo spunto possa sembrare ricadre su uno scarico di colpe sulla “mamma” è importante sottolineare due punti della prospettiva psicoanalitica lacaniana con la quale è necessario affrontare questi concetti:

  • la funzione materna non è riducibile a una questione biologica o di genere. Cioè la funzione materna non la ricopre solo chi partorisce e chi è donna.
  • il processo separativo avviene sia dal lato dell’Altro, quindi genitoriale o di chi ne fa le veci, sia da quello del soggetto e riprendendo Lacan “della nostra posizione di soggetto siamo sempre responsabili

Curare un figlio è spingerlo a dirci ciao

Laura Pigozzi – Troppa famiglia fa male, p.132

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